Workation: lavorare connesso/a da dove vuoi.

Workation: lavorare connesso da dove vuoi

L’estate è ormai arrivata e con essa la gran voglia di andare in vacanza e scappare dalla città. Nessuno di noi, però, ha ferie tutta l’estate e questo potrebbe essere demoralizzante. Ma se ti dicessimo che esiste una soluzione? Workation, neologismo tra work (lavoro) e vacation (vacanza), è la risposta.

Tale fenomeno ti permette di soggiornare nella località che preferisci e lavorare connesso da dove vuoi. È chiaramente una sfumatura dello smart working che, a differenza del remote working – come abbiamo spiegato qui, non ha limitazioni sul dove e quando connettersi.

Anche questa modalità di lavoro nasce da esigenze emerse durante la pandemia. Non appena è stato possibile viaggiare e spostarsi tra regioni, molte persone, constatato che lavorare da remoto era una necessità ben delineata, hanno provato a testare località diverse per rilassarsi e uscire dalla quotidianità, ed hanno dato via all’ondata di lavoratori che si connettono da luoghi di vacanza. Da qui ne deriva ovviamente la necessità di coniare una definizione e, di conseguenza, parliamo di workation.

Che sia al mare, lago o montagna, puoi andare in workation dove vuoi. L’organizzazione è molto semplice: ci pensa SMACE. Grazie a SMACE partire in workation è infatti facilissimo.

Accedendo al nostro portfolio puoi sfogliare numerose location e soluzioni pensate su misura per un te. Ovunque sceglierai di andare e di prenotare la tua esperienza, la workability è garantita e verificata: wi-fi, postazioni ergonomiche, zone tranquille dove poter lavorare ecc. Ciliegina sulla torta: pensiamo anche al tuo benessere quando spegni il laptop. Degustazioni, escursioni e molte altre attività per rilassare e ricaricare la tua mente e il tuo corpo.

Noi di SMACE, come detto più volte, ovviamente lavoriamo tutti in smart working e la workation è una soluzione che adoriamo (soprattutto con questo caldo).

Perché? Ti rispondiamo invitandoti a chiudere gli occhi e usare l’immaginazione.

Ti svegli la mattina nell’appartamento (o villa, o agriturismo) che hai scelto per questo soggiorno, senti il rumore dei gabbiani, l’infrangersi delle onde sulla spiaggia e il buon umore è assicurato. Indossi il costume, vai a farti un tuffo in mare e poi colazione con i piedi nella sabbia. Se hai riunioni ti ricomponi e torni a casa o vai dove ritieni di essere più concentrat*, altrimenti ti metti al bar della spiaggia, e lavori. Tranquill*.

A fine giornata, chiudi il laptop, fai un aperitivo guardando il tramonto e dimentichi in un attimo lo stress del lavoro.

Che poi, quale stress che stai lavorando in una condizione paradisiaca? 🙂

Ora, dobbiamo ancora dirti perché crediamo nella workation? Cosa aspetti a prenotare?

Raccontaci nei commenti la tua esperienza di workation, siamo curiosi!

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Smart Working a bordo di un catamarano tra le Isole Eolie

Tratto da una storia vera

Lavorare a bordo di un catamarano

Ciao Smacers!


Giugno qui da noi è stato un mese pieno di novità. SMACE ha concluso un aumento di capitale (qui trovate qualche link) e soprattutto è ufficialmente partito il nostro super progetto estivo: SMACE Yachting.

Se non sai di cosa si tratta te lo spieghiamo noi, però ti avvisiamo: potrebbe sembrare una favola ma non è così, sta succedendo davvero!

A partire dal 4 Giugno un catamarano Lagoon 42 targato SMACE ha ospitato per 4 settimane dei gruppi di smart-workers provenienti da tutta Europa per un’esperienza unica ed incantevole.

Abbiamo voluto dimostrare che è davvero possibile lavorare agilmente a bordo di un catamarano. Trasformando il mare delle bellissime isole Eolie nel nostro nuovo ufficio diffuso.

Com’è possibile? È tutto più semplice di quanto credi.

All you need is…

Prenota un volo per la Sicilia e prendi i biglietti del traghetto per arrivare nell’isola in cui il catamarano che hai prenotato salperà. Fatti trovare all’ora prestabilita munita dello stretto necessario.

Viaggi legger*. Da mettere nel borsone c’è poco: costumi, protezione solare, felpe (perché sì, di sera, la brezza marina si fa sentire) e ovviamente il tuo amato laptop. Le settimane sono organizzate da sabato a sabato, così da avere tempo di ambientarsi alle onde del mare per poi dedicarsi al relax della domenica. Si prende sole, si riposa sui divanetti a prua, si nuota, ci si tuffa e si utilizzano i vari gonfiabili che ci sono a bordo. Il lunedì però arriva per tutti e da qui, le giornate si svolgeranno nel pieno rispetto dei tuoi impegni lavorativi. A bordo del catamarano ci sono molteplici postazioni dove lavorare: dal classico tavolo (sia indoor che outdoor) a vari divani reclinabili posizionati nei posti più disparati (a prua, accanto al tavolo, sul ponte ecc). Inoltre, SMACE mette a disposizione sedie ergonomiche da poter sistemare dove più si gradisce e dei tavolini ergo stand per il computer.

E internet?

Se ciò che ti frena nel credere che questa esperienza possa funzionare è la connessione a internet, anche qui, non temere. SMACE pensa a tutto!

Grazie a Starlink, tramite il quale è possibile accedere ad internet satellitare e quindi potersi connettere da ovunque, non avrai mai momenti di down. In aggiunta, il nostro team, prima di àncorare, controlla più volte con degli speedtest (strumento online per misurare la velocità di download e di upload) che quella location bellissima dove volete stare qualche ora, sia effettivamente coperta da internet. È fondamentale che ognuno a bordo abbia sempre la massima connessione possibile e in questo SMACE si impegna per rendere il lavoro di ciascuno fluido e senza interruzioni.

Work life balance

Una giornata è fatta di 24 ore, considerandone di media 7 per dormire ed almeno 8 per lavorare, il tempo da dedicare alle attività extra non è poco. Dal kayak alla pesca, passando per lo snorkeling, sono tantissime le experience di gruppo che si possono fare in mezzo al mare.

Tratto da una storia vera

Noi di SMACE siamo stati nella seconda settimana per testare in prima persona questa esperienza e vogliamo raccontarti la nostra.

Siamo un team che lavora in smart working (of course) e avere la possibilità di stare una settimana insieme in luoghi meravigliosi è stata, oltre che un’esperienza più unica che rara, un’occasione importante per legare e conoscerci meglio oltre gli schermi. Lavorare a bordo di un catamarano dà la possibilità di collegarsi al proprio pc in autonomia nello spazio che ci si ritaglia, senza essere disturbati da nessuno. D’altro canto, ci vuole un attimo per radunarsi per del fare brainstorming o aprire un tavolo di discussione. Ovviamente, condividere questi momenti, significa anche occuparsi di questioni logistiche come fare la spesa, organizzare i pasti, i lavaggi delle stoviglie, decidere le mete da visitare e molto altro. E questo richiede flessibilità e lavoro di squadra. Anche in questo ci vuole tanta organizzazione e flessibilità di team.

Cosa ci siamo portati a casa da questa esperienza?

Ogni momento vissuto a bordo del catamarano si può trasformare in un’opportunità di team building. Una volta conclusa la tua workation, sarai ancor più affezionato ai tuoi collegh* e, se hai la fortuna di fare il lavoro che ti piace, sarai ancor più innamorat* del tuo lavoro.

Ovviamente di cose da dire su SMACE Yachting ce ne sono ancora tantissime, ad esempio che la sera in mezzo al mare abbiamo creato un cinema con un videoproiettore, ma non ti vogliamo spoilerare troppo. Quindi, se sei curios* qui puoi prenotare la tua settimana!

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Lavorare in smart working dai borghi più belli d’Italia

Luoghi incantevoli da riscoprire e ripopolare

Ciao Smacers!

L’Italia è una nazione dalle mille potenzialità. Ha un ventaglio culturale e ambientale da invidiare. Le grandi città e le zone limitrofe sono ricche di opportunità e soluzioni dove lavorare, ma avete mai pensato ai borghi?

Se dal lato lavorativo il trend del 2022 è lo smart working, da quello territoriale è invece la rivitalizzazione dei borghi.

er rendere l’idea della virtualità del nostro territorio, solamente nel network de I Borghi più belli d’Italia se ne contano 328.

SMACE crede nel loro potenziale. Non li vediamo sole come luoghi preziosi da ripopolare con il coinvolgimento della comunità locale ma anche come nuove sedi di lavoro diffuse. Inoltre, sono perfetti per esperienze autentiche, eventi e networking tra professionisti. Abbiamo a cuore la rivitalizzazione del territorio, nasciamo con questo obiettivo. Non possiamo non credere che anche i borghi possano essere l’ambiente perfetto dove collegarsi con il proprio pc.

I benefici dello smart working, come vi abbiamo raccontato qui, sono molteplici. Ricordiamone solo alcuni: miglioramento della produttività de* collaborator*, della work-life balance ed un aumento della motivazione e della soddisfazione personale. Molti però, intendono lo smart working come remote working e per questo vengono individuati facilmente anche dei riscontri negativi, come l’over working e il techno stress. Inoltre, sempre andando ad osservare gli aspetti sfavorevoli, alcuni si lamentano della mancanza di compagnia e di giornate trascorse in maniera più noiosa.

Lavorare in smart working, invece, dà la possibilità di connettersi dalle destinazioni che si preferiscono: non per forza da casa ma da località limitrofe, ben collegate alle grandi città e che offrono delle esperienze piacevoli per spezzare la routine. In quest’ottica ovviamente i borghi sono un’ottima soluzione.

L’idea di utilizzare lo smart working per riscoprire e rivitalizzare i centri meno popolosi può essere uno strumento con importanti benefici. Quando un* smart worker si sposta, spesso lo fa accompagnat* dalla propria famiglia; viene quindi da pensare a nuovi lavori, scuole, attività pomeridiane ecc. Tutto ciò dà la grande opportunità a comuni di innovare e lavorare sui propri servizi. Esiste quindi la reale possibilità di (ri)distribuire l’economia del nostro territorio.

Ultimo ma non per importanza, un aspetto che vale la pena mettere in luce, è che gli smart worker, spostandosi nelle aree interne portano con sé know-how alla comunità in termini di competenze professionali e networking.

Noi crediamo tantissimo nello smart working nei borghi e qui puoi approfondire l’argomento. Tu, invece, cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

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Great resignation: cosa e perché.

Due parole chiave: flessibilità e smart working.

Ciao Smacers!

Partiamo dalle basi: sapete cos’è la great resignation? Secondo noi sì. Il tema di base è molto semplice da individuare e di conseguenza anche il problema. Si deduce, infatti, dal nome che si tratta di un fenomeno economico in cui una grande quantità di collaboratorə, in massa, si dimettono volontariamente dal proprio lavoro.

Essendo un fenomeno insolito, per quanto ripetitivo nel ciclo economico, questo tema è stato protagonista di testate, telegiornali e radiogiornali nelle ultime settimane.

Secondo i dati raccolti dall’Associazione Italiana Direzione Personale (AIDP) le dimissioni volontarie tra i giovani coinvolgono il 60% delle aziende italiane. I settori più toccati sono quello Informatico e Digitale (32%), Produzione (28%) e Marketing e Commerciale (27%). Parliamo di giovani perché dai dati emerge che l’età di chi si dimette è compresa tra i 26 e 35 anni. Interessante è notare che, lo scenario di great resignation è strettamente collegato ad una corrente di pensiero caratteristica della generazione dei Millennial. Il New York Times la definisce “YOLO Economy”, acronimo di “you only live once”. Andando a identificare un approccio nel prendere le decisioni in modo coraggioso, senza il temerne le conseguenze.

Per farvi comprendere l’entità della questione, basti pensare che solamente a Milano, come leggiamo dall’articolo de Il Corriere della Sera del 22.05.22 (link), il numero di dimessi nel 2021 è di 180mila persone (il 30% in più rispetto al 2020).

Da uno studio dell’IBM Institute for Business Value (IBV) che ha coinvolto circa 14mila lavoratoriə in tutto il mondo, si delineano differenti ragioni. Tra le più indicate ci sono la necessità di lavorare in una realtà più flessibile (32%) e il desiderio di raggiungere incarichi più mirati e soddisfacenti (27%). D’altro canto, ciò a cui si pone attenzione nella scelta di un nuovo incarico, sono l’equilibrio tra vita privata e lavoro (51%) e l’opportunità di avanzamento di carriera (43%).

A riprova di quanto appena riportato, anche Randstad ha svolto uno studio coinvolgendo oltre 190mila collaboratorə in tutto il mondo. Ne emerge che, in Italia, la motivazione principale che spinge a cambiare lavoro o a cercarne uno nuovo, sia la flessibilità che permetta di gestire in libertà il proprio tempo raggiungendo un giusto equilibrio tra vita privata e lavoro.

È evidente come, in un momento storico come questo, aziende e manager abbiano una sola opzione. Ascoltare le persone, cercare di capirne i bisogni ed essere aperti all’innovazione. In questa fase rimane a galla solo chi è pienamente consapevole di cosa comporta la great resignation, adattandosi e ingegnandosi di fronte alle nuove necessità.

Seguendo questa giusta strada, sono tante le realtà italiane (e non) che si stanno innovando. Come avevamo riportato in un nostro articolo (link), infatti, l’88% delle aziende ha confermato che continuerà a lavorare in smart working e da remoto dopo il 30 giugno. Inoltre, sono sempre di più, le imprese che vanno verso una modalità di full smart working: Ford ed Infojobs sono solo due delle tante.

SMACE è nata con l’obiettivo di permettere alle persone di trovare un equilibrio tra la sfera lavorativa e quella personale. E secondo noi, la soluzione è evolvere lo smart working in  best practice. Proprio con questi propositi SMACE offre un network di soluzioni smart working friendly.

Cerchi un partner per supportare la tua azienda verso il futuro del lavoro? SMACE è qui per te.

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Smart working = benessere? Sì.

Lavorare in smart working ha inevitabilmente dei benefici. Si parla di benessere: lavorativo, psicologico e ambientale.

Ciao Smacers!

Nel 2021, secondo l’INAP (Istituto Nazionale per le Analisi Pubbliche), il numero di lavoratori da remoto ammontava a 7.262.999, rispetto alla stima di 5.37 milioni prevista dall’Osservatorio del Politecnico di Milano. Probabilmente questo dato è destinato solamente a crescere e noi ne saremmo molto felici, ovviamente.

Perché lavorare da remoto? Sicuramente, visti i dati più che positivi, ci sono benefici importanti.

L’Osservatorio Smart Working, nato nel 2012, studia da ormai dieci anni l’evoluzione del modo di lavorare. Oggi, proprio grazie a loro possiamo ben delineare pro (e contro) del lavoro agile.

Dal punto di vista delle aziende, adottare tale modalità, conviene per vari motivi. I più importanti sono sicuramente un miglioramento della produttività dei dipendenti, la riduzione dell’assenteismo e, ovviamente, il calo dei costi per gli spazi fisici. Si può infatti stimare l’incremento di produttività per un lavoratore del 15%.

Tanto quanto per le aziende anche per chi lavora in smart working, i benefici sono considerevoli. Citiamo infatti la riduzione di tempo e costo per il trasferimento, il miglioramento della work-life balance ed un aumento della motivazione e della soddisfazione.

I vantaggi però non riguardano solo le due parti principalmente coinvolte nell’impiego, ma anche un terzo personaggio: l’ambiente, che tutti abbiamo a cuore. Per noi di SMACE essere sostenibili è infatti uno dei requisiti fondamentali; per questo ci siamo impegnati e ci impegniamo, grazie a UP2Y, ad annullare sempre più il già ridotto impatto ambientale che hanno le nostre aziende.

Riduzione delle emissioni di CO2, del traffico e migliore utilizzo dei trasporti pubblici sono solo alcuni dei giovamenti che l’ecosistema ne trae.

“Considerando che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro, sempre nell’ipotesi di un giorno a settimana di lavoro da remoto, si potrebbe ottenere un risparmio in termini di emissioni per persona pari a 135 kg CO2 all’anno.

Osservatorio Smart Working

Come tutte le cose belle, c’è sempre da considerare anche l’altra faccia della medaglia. Ci sono, infatti, anche dei riscontri negativi. C’è chi ha sofferto di tecnostress e chi di overworking (dedicare un’elevata quantità di tempo al lavoro trascurando il riposo). Secondo AGI (articolo qui), l’aspetto ritenuto più negativo da tutte le organizzazioni è quello della comunicazione tra colleghi. Risulta peggiorata per il 55% delle grandi imprese, il 44% delle PMI e il 48% delle PA. A fronte rispettivamente del 10%, 9% e 16%, che ne dichiarano un miglioramento.

Di fronte a un problema, nella vita, bisogna sempre rispondere con una soluzione, e noi ce l’abbiamo: SMACE4Team. La soluzione ideale per unire un gruppo, stimolando la creatività, organizzando sessioni di brain storming e di ice breaking.

Sei curioso di saperne di più? Clicca qui.

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