Wall Street Italia | G Rent entra nel capitale della startup Smace

G Rent (che opera con il marchio Gabetti Short Rent) ha fatto il suo ingresso nel capitale di Smace, startup innovativa che ha l’obiettivo di promuovere presso le aziende e i loro collaboratori l’utilizzo di strutture ricettive di lusso destinate al rent per l’attività di smart working. L’entrata nel capitale di Smace, spiega la nota, è parte dell’accordo tra G Rent e Smace in cui G Rent mette a disposizione della startup una selezione di immobili di lusso adeguati allo svolgimento di attività in smart working, presenti all’interno del portfolio Gabetti Short Rent. Al contempo, Smace fornisce i propri servizi di marketing e di consulenza per la promozione di tali immobili presso i propri clienti, aziende e i loro lavoratori e collaboratori.

Con questa operazione, G Rent consolida la propria posizione nel mercato degli immobili di lusso, rafforzando l’offerta nel mondo dei servizi per l’impresa e, nello specifico, per lo smart working presso strutture ricettive convenzionate e selezionate in tutta Italia. “La scelta di investire in Smace è avvenuta dopo un’attenta analisi delle grandi potenzialità di crescita della piattaforma, anche in considerazione del radicarsi del fenomeno ‘workation’ – unione dei termini ‘work’, lavoro, e ‘vacation’, vacanza –, tendenza sorta con la pandemia e oggi diventata per molti dipendenti, manager e professionisti, il modello a cui guardare per trovare l’equilibrio ideale fra impegni lavorativi e vita privata”, segnala la società.

“Il nostro obiettivo è quello di rafforzarne il posizionamento sul mercato attraverso nuove competenze e connessioni, oltre ad apportare una visione strategica di medio e lungo periodo, fornendo quindi un supporto determinante nel guidare il business della società nel nuovo scenario sorto successivamente alla situazione pandemica”, dichiara Emiliano Di Bartolo, a.d. di G Rent.

Articolo di Wall Street Italia. Link all’articolo.

Smart working = benessere? Sì.

Lavorare in smart working ha inevitabilmente dei benefici. Si parla di benessere: lavorativo, psicologico e ambientale.

Ciao Smacers!

Nel 2021, secondo l’INAP (Istituto Nazionale per le Analisi Pubbliche), il numero di lavoratori da remoto ammontava a 7.262.999, rispetto alla stima di 5.37 milioni prevista dall’Osservatorio del Politecnico di Milano. Probabilmente questo dato è destinato solamente a crescere e noi ne saremmo molto felici, ovviamente.

Perché lavorare da remoto? Sicuramente, visti i dati più che positivi, ci sono benefici importanti.

L’Osservatorio Smart Working, nato nel 2012, studia da ormai dieci anni l’evoluzione del modo di lavorare. Oggi, proprio grazie a loro possiamo ben delineare pro (e contro) del lavoro agile.

Dal punto di vista delle aziende, adottare tale modalità, conviene per vari motivi. I più importanti sono sicuramente un miglioramento della produttività dei dipendenti, la riduzione dell’assenteismo e, ovviamente, il calo dei costi per gli spazi fisici. Si può infatti stimare l’incremento di produttività per un lavoratore del 15%.

Tanto quanto per le aziende anche per chi lavora in smart working, i benefici sono considerevoli. Citiamo infatti la riduzione di tempo e costo per il trasferimento, il miglioramento della work-life balance ed un aumento della motivazione e della soddisfazione.

I vantaggi però non riguardano solo le due parti principalmente coinvolte nell’impiego, ma anche un terzo personaggio: l’ambiente, che tutti abbiamo a cuore. Per noi di SMACE essere sostenibili è infatti uno dei requisiti fondamentali; per questo ci siamo impegnati e ci impegniamo, grazie a UP2Y, ad annullare sempre più il già ridotto impatto ambientale che hanno le nostre aziende.

Riduzione delle emissioni di CO2, del traffico e migliore utilizzo dei trasporti pubblici sono solo alcuni dei giovamenti che l’ecosistema ne trae.

“Considerando che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro, sempre nell’ipotesi di un giorno a settimana di lavoro da remoto, si potrebbe ottenere un risparmio in termini di emissioni per persona pari a 135 kg CO2 all’anno.

Osservatorio Smart Working

Come tutte le cose belle, c’è sempre da considerare anche l’altra faccia della medaglia. Ci sono, infatti, anche dei riscontri negativi. C’è chi ha sofferto di tecnostress e chi di overworking (dedicare un’elevata quantità di tempo al lavoro trascurando il riposo). Secondo AGI (articolo qui), l’aspetto ritenuto più negativo da tutte le organizzazioni è quello della comunicazione tra colleghi. Risulta peggiorata per il 55% delle grandi imprese, il 44% delle PMI e il 48% delle PA. A fronte rispettivamente del 10%, 9% e 16%, che ne dichiarano un miglioramento.

Di fronte a un problema, nella vita, bisogna sempre rispondere con una soluzione, e noi ce l’abbiamo: SMACE4Team. La soluzione ideale per unire un gruppo, stimolando la creatività, organizzando sessioni di brain storming e di ice breaking.

Sei curioso di saperne di più? Clicca qui.

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Ritorno alla normalità: lavorare in modo ibrido

La nostra vita ha un ritmo nuovo, diverso ed un po’ in smart working

Ritorno alla normalità: lavorare in modo ibrido

Ciao Smacers!

Siamo a fine Aprile. Il 90% della popolazione italiana ha completato il ciclo vaccinale (https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/) e viene da sé chiedersi se, visti i buoni risultati delle vaccinazioni, lo smart working sia un #trend passeggero o destinato ad affermarsi sempre di più.

#SMACE nasce e vive credendo che sia assolutamente un trend destinato a rimanere e i dati ce ne danno conferma. Dopo due anni di pandemia possiamo dire che la #normalità sta tornando. Una dimensione, però, un po’ differente: si tende a stare sempre attenti. Attenti alle #distanze, il disinfettante per le mani è sempre nello zaino o nella borsa e si indossa la mascherina nei luoghi chiusi. Quando ci troviamo in mezzo alla folla e c’è qualcuno senza mascherina ci fa effetto, giustamente. Molti teatri hanno riaperto le loro porte e sono stati organizzati molti #concerti, #eventi e #manifestazioni. Finalmente, studenti e #lavoratori stanno ritornando alla “normalità”. Ma di che normalità stiamo parlando?

Molte #aziende stanno organizzando il lavoro in modo “#ibrido”, come tanti amano definirlo: si lavora 3 giorni circa in ufficio e 2 da casa. A noi, però, piace essere precisi. Se hai letto il nostro articolo sulla differenza tra tele lavoro e lavoro agile, infatti, la #location da cui lavorare nei giorni di non-presenza, dipende dalle regole della tua azienda.

Il rientro degli impiegati negli uffici sicuramente non andrà a cancellare il lavoro agile. Anzi, si prevede un aumento degli smart worker rispetto ai numeri registrati a Settembre 2021. Riportando i dati raccolti da una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, si prevedono circa 4.38 milioni di lavoratori che opereranno almeno in parte da #remoto (con quindi un aumento dell’8% rispetto ai risultati passati) di cui 2,03 milioni nelle grandi imprese, 700mila delle PMI, 970mila nelle microimprese e 680mila nelle PA.

La nostra vision, da quando siamo nati è sempre stata migliorare il benessere e la produttività dei dipendenti. Crediamo che il lavoro agile debba essere inteso come best practice per migliorare l’ #employerbranding e la talent attraction/retention. A riprova del nostro pensiero, sempre secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, risulta infatti che lo smart working rimarrà o verrà introdotto nell’89% delle grandi imprese. In queste, si prevede un aumento sia di progetti strutturati che informali legati alla nuova modalità lavorativa.

Si deduce dunque che molteplici realtà e aziende investono e credono nel potere dello smart working. Forse perché questo ha avuto un impatto positivo sulla popolazione? Non dimentichiamoci, infatti, che secondo il 39% dei lavoratori il proprio work-life balance risulta migliorato, il 38% si sente più efficiente nello svolgimento della propria mansione e il 35% più efficace.

I dati da riportare a favore della nostra filosofia sono e sarebbero tantissimi, e tu, sei d’accordo con noi?

Faccelo sapere nei commenti!

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Via i dubbi: smart working vs telelavoro

Due termini spesso usati in modo analogo, ora non più.

Ciao smacers!  

Spesso vengono usati termini come smart-working e telelavoro come sinonimi ma in realtà non lo sono affatto, lo sapete, vero? Per togliere ogni dubbio però, chi siamo noi se non le persone giuste per fare un po’ di chiarezza?!

Sono entrambe delle modalità presenti nel mondo del #lavoro a livello mondiale da molto tempo prima della pandemia. In #Italia, tuttavia, erano poco diffuse e poco conosciute.  

Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, infatti, prima dell’emergenza sanitaria solamente il 13% delle aziende italiane utilizzava questa modalità di lavoro; ad oggi, invece, solo il 4% non ne usufruisce. Nonostante la testimonianza dei dati c’è però ancora molta confusione sulla terminologia corretta da utilizzare. Forse il #COVID-19 ha portato a qualcosa di positivo. Ha infatti permesso di far capire a molte aziende che lavorare in modo agile è possibile ed anche con un buon risultato. 

Il telelavoro

Il telelavoro è una particolare modalità di organizzazione del lavoro in cui non si lavora dall’#ufficio ma da una postazione definita tra le parti (e può essere a casa, come in un ufficio di #coworking). Una volta stabilita la località però è da rispettare, non si ha la libertà di scegliere da dove collegarsi. Allo stesso modo, la fascia oraria in cui lavorare è predefinita e va rispettata. 

Lo smart working

Lo smart working, invece, è una modalità in cui #flessibilità è la parola chiave. Si lavora per obiettivi e non per ore, si lavora dalle località che ci fanno più “comodo” e ci aggradano maggiormente. Questo per migliorare la #produttività del mestiere, conciliando con esso la vita privata.  

Coesistenza che spesso non viene “accettata” dalle aziende ma permettendo la coesistenza di lavoro e #vitaprivata, la produttività e l’apprezzamento del proprio #impiego aumentano. Il COVID-19 ha permesso alle aziende di comprenderne i #benefici. I propri dipendenti, nonostante fossero a casa con figli, DAD, lavatrici, cucine piene di lasagne e pane preparato nel tempo libero, hanno continuato a lavorare e a impegnarsi per portare avanti l’economia aziendale e raggiungere traguardi. 

E sembra proprio che i risultati positivi del lavoro stiano portando molte realtà lavorative ad accettare questa nuova modalità. Infatti, come riportato dall’articolo di ANSA del 04.04.2022 (link qui), “l’88% delle aziende ha confermato che dopo la data del 30 giugno continuerà la possibilità di lavorare in smart working e da remoto, contro l’11% che ha espresso un’intenzione contraria“. 

Con quest’ultima citazione vi portiamo a riflettere e a lasciare nei commenti il vostro pensiero sul lavoro agile. Ci farebbe molto piacere leggere i vostri punti di vista! 

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Benvenut* in SMACE Café

Notizie in tazzina dal mondo dello smart working

SMACE, Smart Work in a Smart Place, nasce nel 2020 da un’idea di Marta e Andrea, compagni di vita e fondatori della start-up.

“L’idea di SMACE è venuta a me e Marta durante un viaggio in Liguria con weekend di relax e lunedì di #lavoro. Io ero ossessionato da due elementi: pensavo che una crisi come quella legata al COVID dovesse necessariamente portare a grandi cambiamenti e quindi ad opportunità di #business; adoravo lo smart working e la possibilità che dava di lavorare da dove si preferisse. Marta fin da subito, da esperta dell’ambito #HR ha fatto considerazioni fondamentali sull’idea e così abbiamo iniziato insieme il percorso di incubazione.”

Andrea Droghetti

SMACE vuole destagionalizzare il turismo e valorizzare il territorio. Come? Siamo sempre alla ricerca di strutture da inserire nel portfolio con l’obiettivo di creare un ufficio diffuso in tutta #Italia. Garantiamo, per ogni struttura inserita, un’ottima connessione wi-fi ed un servizio di ospitalità pensato ad hoc per i #lavoratori fuori sede: postazione lavorativa, tranquillità, concentrazione, stampante, relax ed attività ingaggianti per il tempo libero.

Ad oggi, SMACE vuole diventare il primo hub delle soluzioni per lo #smartworking diffuso su tutto il territorio. Offriamo un ventaglio di servizi pensati ad hoc per il #lavoroagile: strutture ricettive per la #workation, location per il day-use, collaborazioni con partner strategici e community per eventi.

Passo dopo passo, SMACE è cresciuta. Nonostante la tenera età, ad oggi abbiamo un portfolio di 146 strutture, siamo un #team di 13 persone e lavoriamo tutti in smart working da diverse località italiane.

Ognuno di noi crede fortemente nel progetto e nell’equilibrio che il lavoro agile permette perchè ne siamo testimoni ogni giorno in prima persona; siamo consapevoli che lo stile ibrido di lavorare non è un trend passeggero ma è destinato a rimanere. Vogliamo mostrarvi come lo smart working possa essere un ‘win-win’ per #aziende e chi ne fa parte.

Per conoscerci meglio, vai alla pagina Team.

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